urla pure. non ascolto.

Continuando la riflessione sul tema ” non parlarmi, non ti sento”, cioè quello sul poco ascoltare, analizzavo (per modo di dire) come si parla. Il tono, l’inflessione, la cadenza con cui si raccontano spesso le cose.

20140303-191524.jpgIeri dicevo che ascoltare è molto importante, ma a volte è veramente dura mantenere l’attenzione sull’interlocutore! Ci sono situazioni in cui vorrei davvero ascoltare un determinato discorso, perché m’interessa proprio, ma la cantilena ed il suono della voce piatto di taluni agisce su di me come ipnotizzandomi… ed inizio a pensare alla lista della spesa, alle condizioni meteorologiche…. Tendo di concentrarmi sulla bocca, seguendo anche il labiale. A volte, questo, mi riporta a restare attenta (un po’ a fatica), altre volte non c’è nulla da fare.

Molti pensano che “urlare” sia un buon metodo per farsi ascoltare. -_- Ovviamente non è così. Se poi si parla ad un volume, dannatamente alto, costante, possiamo perdere l’attenzione comunque, sviluppando però, in aggiunta, un odio smodato per il responsabile del nostro mal di testa conseguente.

Dipende, anche dall’entusiasmo con cui si racconta qualcosa. E dalle variazioni d’intensità e di colore nel suono della voce.

Alla fine, è sempre una questione di colori! 🙂

Buona serata care e cari.

Angela

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